Antonio Porcelli, nato ad Acqualagna nal 1949 e precocemente scomparso a Genova nel 1995, pose la sua attenzione creativa sul corpo e le sue possibilità espressive. Le sue azioni, fissate nella fotografia e conservate nel video, hanno sempre collocato il corpo al centro della rappresentazione artistica, hanno trasformato il quadro in danza e gesto, offerto la pelle dell’artista al segno e al colore, creando quasi un’aura astrale dove il colore si faceva e disfaceva, dove l’immagine entrava in una mobilità senza fine. “Egli intendeva dare l’idea del corpo come di una macchina ostensibile, eccedente (etimologicamente che va fuori di sé), e, dunque, superflua” (L. Meneghelli). Porcelli usava il fisico dei propri modelli come se fosse segno estremo, gesto di grazia assoluta in cui si esternava ogni senso.
Nei luoghi delle sue azioni non rimangono che delle residualità figurali, delle impronte frammentate che ricordano le sue “gesta teatrali”, le sue performance consumate nello spazio breve di pochi minuti.
Mostre in galleria
2001 Arte Fiera Bologna