Francesco Totaro

Nato a Messina a metà autunno del 1961, anno che i satirici definirono ottimo – per il fatto che, pur ruotandolo, non avrebbe potuto andare alla rovescia – e che gli economisti annoverano tra quelli del boom economico.

Vita e studi regolari fino al 1983, anno del diploma di Maturità d’Arte Applicata conseguito presso l’Istituto d’Arte Ernesto Basile.

Nel 1984 è a Bologna, all’Accademia di Belle Arti.

L’Emilia Romagna degli anni Ottanta, con le energie creative delle avanguardie artistiche, dai filmakerai fumettari, passando per i videoartisti e i pubblicitari – così come descritta dal suo cantore Pier Vittorio Tondelli – diviene la sua terra d’adozione.

Appena ventenne, negli anni in cui Bologna è la capitale culturale italiana, frequenta i luoghi chiave nei quali si consolidano le nuove tendenze, dalla Galleria d’Arte Moderna – nota come GAM ed inaugurata nel 1975 – al Kinki Club Underground, il locale ubicato a pochi metri dalle Due Torri – simbolo della città e punto inteso dai bolognesi come “il centro” per antonomasia – che dal 1985 al 2005 rappresenta ininterrottamente l’avanguardia del movimento House italiano.

Muovendosi lungo la via Emilia, tra Rimini e Milano, prosegue il proprio percorso di formazione artistica e  attraverso incontri, confronti, crescita, sperimentazione, nel 1996 esordisce pubblicamente con la propria opera partecipando alla sua prima mostra collettiva.

Con le successive esposizioni collettive e personali, si occupano di lui alcuni importanti critici d’arte e curatori della scena italiana, tra i quali Luigi Meneghelli e Luca Beatrice – quest’ultimo, curatore del Padiglione Italia alla 53ª Biennale d’Arte di Venezia, 2009.

Le sue opere del periodo, scaturiscono da una ricerca che “servendosi del confronto tra la fotografia digitale e la pittura astratta, tira fuori una sequenzialità tecnica diversificata, che tende a mimetizzare risultato artigianale e alfanumerico”, scrive Gabriele Perretta, archeologo della contemporaneità e ideatore della teoria artistica del medialismo, che nel 2005 lo include nel volume I mestieri di érgon. Fabric’art: visioni, oggetti, storie della medialità, in occasione della mostra collettiva tenutasi a Latina, nei locali di Palazzo M.

Parallelamente al percorso nell’ambito dell’arte “pura”, la visione creativa e la passione per tutto ciò che è inedito, gli permettono di consolidare la propria identità professionale come Direttore Artistico.

L’approccio multidisciplinare ed il percorso professionale conducono Francesco a confrontarsi con realtà molteplici al di fuori dei confini nazionali – dalla Francia al Canada, dagli Stati Uniti d’America al Giappone – sedimentando sulla propria retina un crogiolo di universi visivi appartenenti a diverse tradizioni culturali.

Il lavoro di ricerca e di approfondimento della sua visione artistica prosegue ininterrottamente negli anni, concentrandosi sull’emergenza della propria, personale espressione.

Attualmente vive e lavora a Modena, dove ha installato la sua factory a pochi passi da Piazza Grande, “ombelico” della dinamica città emiliana.

cataloghi

personali

2003

01, a cura di L. Beatrice, La Giarina Arte Contemporanea, Verona

2004

I DOPPI E I FLUIDI, a cura di G. Perretta, La Giarina Arte Contemporanea, Verona

 

collettive

2002

THE MASK_IL VOLTO PLURALE, a cura di Luigi Meneghelli, La Giarina Arte Contemporanea, Verona

2005

CALENDAR SHOW, a cura di Cristina Morato e Luigi Rigamonti, La Giarina Arte Contemporanea, Verona